Oltre mille chilometri tra Alpi, pianure, borghi e città d’arte: la ciclovia permette di attraversare l’Italia seguendo le antiche strade percorse per secoli da pellegrini, mercanti e viaggiatori

Pedalare da Aosta a Roma lungo la Via Francigena significa attraversare secoli di storia seguendo un percorso che ancora oggi conserva le tracce dei viaggiatori che lo hanno attraversato. L’antica strada, nata come collegamento tra l’Europa occidentale e Roma, è stata per molto tempo una delle principali vie di comunicazione del continente. Oggi il suo tracciato è stato trasformato in un itinerario ciclabile che permette di scoprire lentamente paesaggi, monumenti e piccoli centri, alternando strade secondarie, percorsi sterrati, piste ciclabili e argini fluviali. Grazie anche alla diffusione delle e-bike, il percorso può essere affrontato non soltanto da ciclisti esperti, ma anche da chi vuole cimentarsi per la prima volta con un viaggio in bicicletta di più giorni.

La storia della Francigena si intreccia con quella di Roma, del Medioevo e delle grandi vie commerciali europee. Uno dei viaggiatori più celebri fu Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che alla fine del X secolo annotò le tappe del proprio viaggio di ritorno da Roma verso l’Inghilterra. Nel corso dei secoli, lungo questa direttrice sono passati pellegrini diretti alla città eterna, ma anche eserciti, commercianti e artigiani. Intorno alla strada sono così sorti mercati, ponti, luoghi di accoglienza e centri abitati, molti dei quali conservano ancora oggi le testimonianze di quel passato.

Dalle risaie del Piemonte alle colline toscane

Il viaggio può partire da Aosta e attraversare rapidamente la Valle d’Aosta, dove castelli e testimonianze di epoca romana accompagnano il percorso. Superata Ivrea, il paesaggio cambia e lascia spazio alla pianura piemontese, con le grandi distese agricole del Vercellese. In primavera le risaie allagate trasformano la campagna in un mosaico di specchi d’acqua, mentre durante l’autunno i campi assumono tonalità completamente diverse. Vercelli e Pavia rappresentano due importanti tappe storiche: qui la Francigena non era soltanto una strada di passaggio, ma un vero corridoio attraverso il quale circolavano persone, merci e conoscenze. A Vercelli, per esempio, è conservato il Vercelli Book, un manoscritto del X secolo in antico inglese, testimonianza dei collegamenti culturali che attraversavano l’Europa medievale.

Proseguendo verso sud si raggiunge Piacenza e poi Fidenza, dove il rapporto con il pellegrinaggio è ancora visibile nelle decorazioni del duomo di San Donnino. Da qui il paesaggio cambia nuovamente: la pianura lascia spazio alla valle del Taro e alla salita verso il passo della Cisa, antico punto di attraversamento degli Appennini. Dall’altra parte si apre la Lunigiana, con i suoi borghi in pietra e i paesaggi montani. Superati questi rilievi, il percorso conduce verso Lucca e poi attraverso la Toscana, in una successione di paesaggi che comprende San Miniato, Siena e la Val d’Orcia. Sono territori nei quali la presenza della Francigena ha contribuito per secoli allo sviluppo economico e culturale delle comunità locali.

Siena è una delle tappe più rappresentative dell’intero itinerario. La città crebbe anche grazie alla sua posizione lungo le grandi vie commerciali e ai rapporti con i viaggiatori diretti verso Roma e verso il nord Europa. Più a sud, la Val d’Orcia offre uno dei paesaggi più riconoscibili del percorso, fino ad arrivare a Radicofani. Da qui la ciclovia continua verso il Lazio, passando dal lago di Bolsena e da Montefiascone, dove è ancora possibile pedalare su alcuni tratti dell’antico basolato romano. Viterbo offre un’altra importante testimonianza medievale con il quartiere di San Pellegrino e il Palazzo dei Papi, mentre a Sutri il percorso permette di scoprire un anfiteatro romano interamente scavato nel tufo.

L’ultima parte del viaggio conduce verso Roma seguendo il Tevere e attraversando la città lontano dal traffico automobilistico, fino alla conclusione simbolica del percorso in piazza San Pietro. In totale, la Ciclovia Francigena collega il Gran San Bernardo alla capitale per circa 1.050 chilometri, attraversando sette regioni e articolandosi in 21 tappe ufficiali, che possono comunque essere accorciate o accorpate in base al tempo e alla preparazione di chi pedala. Il tratto ciclabile non coincide sempre con quello percorso dai pellegrini a piedi: in numerosi punti è stato necessario individuare strade più adatte alle biciclette, mantenendo però il più possibile il legame con l’itinerario storico.

Dal punto di vista tecnico, la prima parte del percorso è relativamente accessibile, mentre dopo Fidenza aumentano dislivelli e salite. Una bicicletta gravel o trekking è particolarmente adatta, ma anche una mountain bike può essere utilizzata; la e-bike rende inoltre affrontabili le tappe più impegnative anche per chi non possiede una preparazione da ciclista professionista. Il viaggio può essere organizzato anche in più periodi, sfruttando le numerose stazioni ferroviarie presenti lungo il percorso. La primavera e l’inizio dell’autunno sono considerati i periodi più indicati, mentre nei mesi estivi le temperature possono rendere particolarmente impegnativi i tratti pianeggianti.

La Ciclovia Francigena rappresenta quindi molto più di un lungo itinerario in bicicletta. È un modo per attraversare l’Italia a una velocità che permette di osservare ciò che normalmente sfugge viaggiando in automobile: piccoli borghi, paesaggi agricoli, testimonianze archeologiche e architetture nate proprio lungo le antiche vie di comunicazione. Un viaggio lento che unisce mobilità sostenibile, turismo e storia, riportando al centro quella stessa dimensione di esplorazione che per secoli ha caratterizzato il percorso verso Roma.