Recentemente abbiamo avuto il piacere di immergerci nell’atmosfera dell’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria, in Alto Adige, in occasione della rassegna Sound of Snow. Ne è nata un’esperienza sensoriale che ci insegna come il turismo invernale possa ancora dialogare armoniosamente con l’ambiente.

Al di là dell’evento musicale, infatti, il comprensorio offre spunti interessanti su come una destinazione alpina possa bilanciare un’offerta turistica di alto livello con una gestione razionale delle risorse naturali.

Il comprensorio Gitschberg Jochtal

L’area si estende tra i 1.400 e i 2.500 metri sul versante meridionale dei Monti di Fundres. Si tratta di un comprensorio baciato dal sole e circondato da una corona di oltre 500 vette che si possono ammirare da tre piattaforme panoramiche mozzafiato. Dal punto di vista tecnico, parliamo di 55 km di piste servite da 15 impianti di risalita.

Il dato che interessa soprattutto chi si occupa di ambiente riguarda l’ottimizzazione idrica: il 95% del demanio sciabile è coperto da sistemi di innevamento programmato che attingono da due bacini di stoccaggio (65.000 m³ e 90.000 m³). Questa infrastruttura permette quindi di gestire la stagione invernale riducendo gli sprechi e garantendo la tenuta del manto nevoso anche in annate termicamente complesse.

Sound of Snow: la musica incontra la quota

Questa attenzione per l’ambiente si può riscontrare anche nella rassegna Sound od Snow, la cui essenza risiede nel connubio tra natura e arte.

La musica dal vivo, in questo contesto, non è rumore: è un omaggio alla convivialità alpina che eleva l’esperienza del rifugio a un momento di profonda connessione con il territorio. Ciò si esprime anche attraverso la composizione della line-up di artisti che si sono esibiti durante la settimana: giovani talenti locali, rappresentanti perfetti della tradizione italo-tedesca e punto di intersezione di due o più mondi culturali e musicali.

Molti di questi artisti emergenti hanno già avuto anche esperienze televisive, ad esempio grazie alle diverse edizioni e varianti dei format più noti in Italia e oltralpe.

Ad esempio, abbiamo assistito alla performance acustica del duo Kirstin e Simon alla Baita Nesselhütte, che si integra con la sosta in rifugio senza sovrastare l’ambiente circostante. È un modo per promuovere l’enogastronomia locale attraverso un’esperienza sensoriale meno chiassosa e più legata alla tradizione dei masi.

Non solo sci: mobilità e biodiversità

La vera anima “green” di Rio Pusteria si scopre però togliendo gli scarponi da sci. L’area punta con decisione su una mobilità consapevole: chi soggiorna nelle strutture partner riceve la Almencard o la mobil Card, che permettono l’utilizzo illimitato di tutti i mezzi pubblici regionali, dai treni ai bus locali, fino alle funivie. Un incentivo concreto per lasciare l’auto e godersi l’aria pura delle Dolomiti.

Tra le esperienze che più ci sono rimaste nel cuore, c’è l’incontro con la biodiversità locale, punto forte anche per chi programma una vacanza con bambini.

Il trekking con lama e alpaca presso il maso Hinterwalderhof è molto più di una passeggiata: è un modo gentile di abitare la natura, imparando il rispetto per gli animali in un contesto di assoluta quiete, un’attività a basso impatto che valorizza l’allevamento locale.

Non mancano poi, per gli amanti dello sport, numerosi percorsi panoramici che permettono di raggiungere le vette senza ricorrere agli impianti di risalita, osservando la biodiversità dei boschi dei Monti di Fundres senza infrastrutture invasive.

Per riposarsi dalle “fatiche” delle diversità un punto di forza della zona è anche la tradizione di spa e wellness mutuata da Austria e Germania, con rituali come sauna e Aufguss offerti nelle diverse strutture.

Sapori a chilometro zero

Anche l’enogastronomia segue il ritmo delle stagioni e della terra. Con 37 malghe aperte in estate e 24 in inverno, l’offerta punta sull’eccellenza dei prodotti locali. È il trionfo della filiera corta: dai formaggi dei 10 caseifici alpini della zona alle ricette tradizionali servite nei rifugi rustici, ogni sapore racconta la storia di una cooperazione vitale tra agricoltura e turismo.

L’Area Vacanze Sci e Malghe di Rio Pusteria si conferma quindi un modello di gestione turistica maturo. Non si limita a “vendere” il paesaggio, ma lo organizza attraverso una rete di servizi (trasporti, gestione idrica e filiera agroalimentare corta) che rispondono alle necessità di un visitatore consapevole, che cerca la qualità del servizio senza prescindere dal rispetto per l’ecosistema montano.

Per chi cerca una montagna che sappia coniugare efficienza altoatesina e un approccio concreto alla tutela del territorio, questa zona rappresenta oggi un punto di riferimento solido.