Le sostanze tossiche escrete da cani e gatti, entrando in contatto con gli insetti, possono compromettere importanti processi ecologici

I medicinali utilizzati per proteggere cani e gatti da pulci e zecche sono molto diffusi e utili per la salute degli animali. Tuttavia, alcune ricerche indicano che questi trattamenti potrebbero avere conseguenze indesiderate sugli ecosistemi. Uno studio recente pubblicato sulla rivista Environmental Toxicology and Chemistry ha infatti evidenziato che alcune sostanze contenute in questi farmaci possono finire nell’ambiente attraverso gli escrementi degli animali trattati, entrando in contatto con altre specie.

Come funzionano questi farmaci

Tra i prodotti più usati per combattere pulci e zecche ci sono gli antiparassitari della famiglia delle isoxazoline, una generazione relativamente recente di medicinali veterinari. Questi farmaci, che contengono principi attivi come fluralaner, afoxolaner, lotilaner e sarolaner, sono molto apprezzati perché possono essere somministrati per via orale e garantire una protezione prolungata contro diversi parassiti.

Dopo l’assunzione, però, il principio attivo non viene completamente metabolizzato dall’organismo dell’animale. Una parte viene eliminata con le feci, il che significa che residui del farmaco possono essere rilasciati nell’ambiente.

Lo studio sugli animali domestici

Per capire meglio la portata del fenomeno, i ricercatori hanno analizzato campioni provenienti da 20 cani e 20 gatti trattati con questi antiparassitari per tre mesi. Le analisi hanno mostrato che alcune sostanze, in particolare fluralaner e lotilaner, restavano presenti negli escrementi anche dopo la fine del trattamento. Questo significa che altri organismi possono entrarvi in contatto anche a distanza di tempo.

Il rischio per gli insetti e per gli ecosistemi

Gli organismi più esposti sono gli insetti che si nutrono di escrementi, come mosche e scarabei stercorari. Queste specie svolgono un ruolo essenziale nei cicli naturali: aiutano a decomporre la materia organica, favoriscono il riciclo dei nutrienti nel terreno e contribuiscono alla salute del suolo.

Se questi insetti entrano in contatto con residui tossici, i loro cicli vitali potrebbero essere compromessi. Di conseguenza, potrebbero risentirne processi ecologici fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi.

La necessità di ulteriori valutazioni

Secondo gli autori dello studio, considerando la crescente diffusione di questi trattamenti veterinari, sarebbe opportuno approfondire il loro impatto sull’ambiente. In particolare, gli esperti suggeriscono di includere valutazioni più dettagliate dei rischi per le specie non bersaglio e per gli ecosistemi prima di diffondere su larga scala questi farmaci.